venerdì 18 giugno 2010
domenica 30 maggio 2010
giovedì 11 marzo 2010
Os atabaques ressoam como clarins de guerra
Pedro Bala continua seu camino. O Professor vai com ele. Sua figura magra se atira para a frente come se lhe fosse difícil vencer a ladeira. Mas sorri da festa do dia. Pedro Bala vira-se para ele e surprende seu sorriso. A cidade está alegre, cheia de sol. Os dias da Bahia parecem dias de festa, pensa Pedro Bala, que se sente invadido também pela alegria. Assovia com força, bate risonhamente no ombro do Professor. E os dois riem, e logo a risada se transforma em gargalhada. No entanto, não têm mais que uns poucos níqueis no bolso, vão vestidos de farrapos, não sabem o que comerão. Mas estão cheios de beleza do dia e da liberdade de andar pelas ruas da cidade
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O amor é sempre doce e bom, mesmo quando a morte está próxima. Os corpos não se balançam mais no ritmo do amor. Mas nos corações dos dois meninos não há mais nenhum medo. Somente paz, a paz da noite da Bahia.
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Na noite misteriosa das macumbas os atabaques ressoam como clarins de guerra.
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E, no dia en que ele fugiu, em inúmeros lares, na hora pobre do jantar, rostos se iluminaram ao saber da notícia. E, apesar de que lá for era o terror, qualquer daqueles lares era um lar que se abriria para Pedro Bala, fugitivo da polícia. Porque a revoluçao é uma pátria e uma família.
Jorge Amado, Capitães da Areia
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22:08
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martedì 2 marzo 2010
E' così che ti frega
Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
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20:41
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martedì 9 febbraio 2010
Dialogo padre figlio
- mamma mi ha detto che con m. è finita
- sì
- come mai?
- non funzionava
- c'è del tacchino per secondo, ti va?
- sì
- come mai?
- non funzionava
- c'è del tacchino per secondo, ti va?
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20:44
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venerdì 29 gennaio 2010
C'est pareil
-Vous m'aimez: ce n'est ni votre faute ni la mienne. Je ne vous aime pas, c'est pareil.
Amélie Nothomb, Acide sulfurique
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22:43
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venerdì 15 gennaio 2010
Tutto così straziantemente sensato
Quello che colpiva in Baudolino era che, qualunque cosa dicesse, guardava di sottecchi il suo interlocutore, come per avvertirlo di non prenderlo sul serio.
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"Cioè," esitò Niceta, "hai deciso di cambiar vita..."
"No, signor Niceta. Ho deciso che se quella era la mia sorte, era inutile che provassi a diventare come gli altri. Ero ormai consacrato alla menzogna. È difficile spiegare quello che mi stava passando per la testa. Mi dicevo: sino a che inventavi, inventavi cose che non erano vere, ma lo diventavano. Hai fatto apparire San Baudolino, hai creato una biblioteca a San Vittore, hai fatto girare i Magi per il mondo, hai salvato la tua città ingrassando una vacca magra, se ci sono dei dottori a Bologna è anche per merito tuo, hai fatto apparire a Roma delle mirabilia che i romani neanche se le sognavano, partendo da una gabola di quell'Ugo di Gabala hai creato un regno che più bello non ce n'è, sino a che hai amato un fantasma, e le facevi scrivere lettere non aveva mai scritto, coloro che le leggevano si sdilinquivano tutti, persino quella che non le aveva mai scritte, e dire che era un'imperatrice. E invece l'unica volta che hai voluto fare una cosa vera, con una donna che più sincera non si può, hai fallito: hai prodotto qualcosa che nessuno può credere e disiderare che sia. Dunque è meglio che ti ritiri nel mondo dei tuoi portenti, che in quello almeno puoi decidere quanto siano, appunto, portentosi."
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Era tutto così straziantemente sensato, e non c'era altra scelta possibile.
"Ero per stato avvisato, signor Niceta, che il Demiurgo aveva fatto le cose solo a metà."
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"Cioè," esitò Niceta, "hai deciso di cambiar vita..."
"No, signor Niceta. Ho deciso che se quella era la mia sorte, era inutile che provassi a diventare come gli altri. Ero ormai consacrato alla menzogna. È difficile spiegare quello che mi stava passando per la testa. Mi dicevo: sino a che inventavi, inventavi cose che non erano vere, ma lo diventavano. Hai fatto apparire San Baudolino, hai creato una biblioteca a San Vittore, hai fatto girare i Magi per il mondo, hai salvato la tua città ingrassando una vacca magra, se ci sono dei dottori a Bologna è anche per merito tuo, hai fatto apparire a Roma delle mirabilia che i romani neanche se le sognavano, partendo da una gabola di quell'Ugo di Gabala hai creato un regno che più bello non ce n'è, sino a che hai amato un fantasma, e le facevi scrivere lettere non aveva mai scritto, coloro che le leggevano si sdilinquivano tutti, persino quella che non le aveva mai scritte, e dire che era un'imperatrice. E invece l'unica volta che hai voluto fare una cosa vera, con una donna che più sincera non si può, hai fallito: hai prodotto qualcosa che nessuno può credere e disiderare che sia. Dunque è meglio che ti ritiri nel mondo dei tuoi portenti, che in quello almeno puoi decidere quanto siano, appunto, portentosi."
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Era tutto così straziantemente sensato, e non c'era altra scelta possibile.
"Ero per stato avvisato, signor Niceta, che il Demiurgo aveva fatto le cose solo a metà."
Umberto Eco, Baudolino
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19:27
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venerdì 1 gennaio 2010
Il genio
"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, precisione e velocità d'esecuzione"
Amici miei - Atto I
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sabato 19 dicembre 2009
Milenio Carvalho
[…] - Y en la finalidad?
- No se me ponga demasiado culto. Que entiende usted por finalidad?
- El Para qué haces tú el viaje y para qué lo hago yo.
Biscuter no respondió inmediatamente pero sus ojos iluminados indicaban que había entendido perfectamente la pregunta y que tenía una respuesta que emitió gozoso, riendo mediante una carcajada rota:
- Yo hago el viaje para crecer, jefe, y usted para despedirse.
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- En casi todas las ciudades hay algo inevitable que hacer, jefe: marcharse
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Carecia del sentido de la territorialidad patriótica y, sin embargo, se sentía miembro de una comunidad de humanos bípedos, no muy reproductores, que compartían la lucidez de que las patrias no se merecen, te las encuentras como una malformación congénita o un bonito color de ojos
- No se me ponga demasiado culto. Que entiende usted por finalidad?
- El Para qué haces tú el viaje y para qué lo hago yo.
Biscuter no respondió inmediatamente pero sus ojos iluminados indicaban que había entendido perfectamente la pregunta y que tenía una respuesta que emitió gozoso, riendo mediante una carcajada rota:
- Yo hago el viaje para crecer, jefe, y usted para despedirse.
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- En casi todas las ciudades hay algo inevitable que hacer, jefe: marcharse
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Carecia del sentido de la territorialidad patriótica y, sin embargo, se sentía miembro de una comunidad de humanos bípedos, no muy reproductores, que compartían la lucidez de que las patrias no se merecen, te las encuentras como una malformación congénita o un bonito color de ojos
Manuel Vázques Montalbán, Milenio Carvalho
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09:28
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