giovedì 6 gennaio 2011

Un désir irrépressible de décevoir

Adamsberg était docile, il avait tendance à coucher avec toutes les filles qui en avaient envie, et parfois ça lui semblait vraiment la bonne chose à faire, puisque ça avait l'air de faire plaisir à tout le monde, et parfois ça lui semblait vain.

[...]

Ce n'était pas à cause de tout ça qu'Adamsberg s'appliquait ce soir à éviter Christiane. Peut-être à cause du regard de la jeune fille à la poste. Peut-être parce qu'il avait trouvé Christiane en train de l'attendre, certaine qu'il sourirait, certaine qu'il ouvrirait sa porte, et puis qu'il ouvrirait sa chemise. et puis son lit, certaine qu'elle ferait le café le lendemain. Certaine. Et Adamsberg, les certitudes que les autres posaient sur lui, ça l'assassinait. Ça lui donnait un désir irrépressible de décevoir.

Fred Vargas, L'homme aux cercles bleus

giovedì 30 dicembre 2010

Con musica salsa

Per anni ho cercato, come tanti, la pallottola che portava il mio nome tra i segni delle scanalature. era la chiave di una morte dignitosa, con indosso il semplice abito di credere in qualcosa. Ma è finito tutto, la fede è svanita, il dogma non era altro che un aneddoto puerile, e sono rimasto nudo, spogliato della più grande prospettiva che ha segnato le persone come me: morire per qualcosa chiamato rivoluzione, qualcosa che era simile al paradiso che aspetta i pashdarn islamici, ma con musica salsa.

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[...] e così iniziai ad attraversare la strada, chiedendomi, Verónica, amore mio, chiedendomi perché abbiamo tanta paura di guardare in faccia la vita noi che abbiamo visto le auree scintille della morte.

Luis Sepúlveda, Un nome da torero

domenica 26 dicembre 2010

Trascurabile felicità

Quelli che ti danno un passaggio, e non ti lasciano da qualche parte: all'angolo; vicino alla metro; alla fermata dei taxi. Ma ti accompagnano fino a casa.

Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità

venerdì 24 dicembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

Con me

Rimani finché non partirai, ci sarà sempre tempo per partire, Perché vuoi che io rimanga, Perché è necessario, Non è una ragione che mi convinca, Se non vuoi rimanere, va' via, non ti posso costringere, Non ho forze che mi portino via da qui, mi hai stregato, Non l'ho fatto, non ho detto una parola, non ti ho toccato, Mi hai guardato dentro, Giuro che non ti guarderò mai dentro, Giuri che non lo farai e l'hai già fatto, Non sai di che stai parlando, non ti ho guardato dentro, Se rimango, dove dormo, Con me.

José Saramago, Memoriale del convento

giovedì 23 settembre 2010

Guardavo il soffitto

Facemmo l'amore nella sua camera, e io avevo una strana consapevolezza dei miei movimenti e dei miei gesti. Anche quelli più insignificanti. Un senso di controllo inquietante. Una percezione di essere lì, mentre i nostri corpi si muovevano insieme, con un ritmo diverso da ogni altra volta; e di essere contemporaneamente altrove.
Stavamo distesi fianco a fianco, stretti nel suo letto e Giulia mi disse che se vincere al poker mi faceva quell'effetto, be' era disposta a lasciarmi andare qualche altra volta. Io non dissi niente.
Guardavo il soffitto. Ero solo, in quella stanza.

Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera

venerdì 27 agosto 2010

I vuoti fra le cose

Ah ma lei mi ha fatto bere troppo, Monsieur, però in quanto a bicchieri è una buona compagnia. Sa, a volte, quando si è bevuto un po', la realtà si semplifica, si saltano i vuoti fra le cose, tutto sembra combaciare e uno dice: ci sono. Come nei sogni.
Ma a lei perché interessano le storie altrui? Anche lei deve essere incapace a riempire i vuoti fra le cose. Non le sono sufficienti i suoi propri sogni?

Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza - Rebus

sabato 31 luglio 2010

Plus rien de réel

Les conteuses de ces pays traversés parlent encore de la femme jouée et de sa caravane d'enfants épuisés.
Quand le soleil mordait les petits au visage, quand le sable, entré dans leurs espadrilles, alourdissait leur marche, la voix rythmait leurs pas, la voix nous racontait.
Soumis au souffle d'Anita, nous devenions de grands voiliers et glissions murmurés aux pierres, à la mer, à des nuits sans étoiles et sans songe.
Et ses mains, vous ai-je jamais parlé de ses mains?
Les mains des conteuses sont des fleurs agitées par le souffle chaud du rêve, elle se balancent en haut de leurs longues tiges souples, fanent, se dressent, refleurissent dans le sable à la première averse, à la première larme, et projettent leurs ombres géantes dans des ciels plus sombres encore, si bien qu'ils paraissent s'éclairer, éventrés par ces mains, par ces fleurs, par ces mots.

[...]

Dès lors plus rien de réel n'advint, le temps replié sur lui-même, sur la mer, sur le désert de pierres, le temps fit des noeuds jusque dans nos veines, dans nos ventres et, longtemps, j'oubliai de naître.

Carole Martinez, Le coeur cousu

venerdì 30 luglio 2010

solo le funzioni basiche

"tu hai solo le funzioni basiche attivate, poi probabilmente hai anche quelle secondarie, ma non sono attivate. forse col tempo le attiverai, ma per per ora sei contento così."

martedì 13 luglio 2010

vizi

"tu hai i vizi dei bambini e degli adulti, contemporaneamente."