mercoledì 17 settembre 2014
risparmiare molti equivoci
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domenica 25 maggio 2014
without a dance with death
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martedì 8 aprile 2014
au début, ça fatigue
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giovedì 13 marzo 2014
mentire in modo divertente
...
L’altra notizia degna di nota riguardò il valzer sui risultati delle elezioni presidenziali tenutesi nel paese più sviluppato del mondo, dove ci vollero parecchie settimane prima che la Corte Suprema decidesse con una maggioranza di 5 a 4 che chi aveva ottenuto il maggior numero di voti aveva perso. Fu così che George W. Bush divenne presidente degli USA, mentre Al Gore fu ridotto a occuparsi di ambiente, e neppure gli anarchici di Stoccolma prestavano particolare attenzione alle sue ferventi battaglie. Bush aveva poi invaso l’Iraq per distruggere tutte le armi che Saddam Hussein non possedeva.
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lunedì 3 marzo 2014
calados e quietos
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giovedì 5 settembre 2013
le droit chemin
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montedidio
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giovedì 11 luglio 2013
si ce n'est pas nous
— Oui, dit Raphaël en souriant. Son vrombissement me rendait fou.
— Et on craignait que tu ne deviennes vraiment fou avant la mort du moustique. On a fait le noir complet dans la maison, et j’ai tenu une bougie tout contre ton oreille. C’était une idée du curé Grégoire : « On va t’exorciser, mon bonhomme. » Ses blagues de curé, quoi. Tu te souviens ? Et le moustique a rampé hors du canal jusqu’à la flamme. Et il s’est brûlé les ailes avec un petit bruit. Tu te souviens du petit bruit ?
— Oui. Grégoire a dit : « Le diable crépite dans le feu de l’enfer. » Ses blagues de curé, quoi.
Adamsberg attrapa son pull et sa veste.
— Tu crois que c’est possible, très possible ? reprit-il. De tirer notre démon hors de son tunnel avec une petite lumière ?
— S’il est dans notre oreille.
— Il l’est, Raphaël.
— Je le sais. Je l’entends, la nuit.
Adamsberg enfila sa veste et se rassit à côté de son frère.
— Tu crois qu’on le fera sortir ?
— S’il existe, Jean-Baptiste. Si ce n’est pas nous.
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domenica 5 maggio 2013
la moneta di un falsario
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educazione siberiana
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domenica 21 aprile 2013
tra un tempo scaduto e uno sconosciuto
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sabato 20 aprile 2013
it's always necessary
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domenica 7 aprile 2013
dès qu’on s’approche de près
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giovedì 21 febbraio 2013
lo que hubiera podido ser
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mercoledì 16 gennaio 2013
una tristezza pronta al peggio e un mezzo sorriso per buttarla via
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martedì 1 gennaio 2013
per esclusione degli altri pezzi spersi
Sembri uno che sa parecchie cose, dice.
Nego: neanche so da che parte della fetta è spalmato il burro.
Ride.
E una, penso e mi accorgo di come si allarga ai lati la sua bocca e scintilla tra i denti la lingua e mi pizzica il naso ad affacciarmi sulla sua risata.
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Mi viene a trovare una donna qualche tempo fa.
Le apro la porta, è intatta, viene dritta da vent'anni prima, una distanza che addosso a lei sembra il tempo di una corsa in tram.
Vuole sapere di me, vuole vedere se combaciano due pezzi di tempo. Tira fuori le mie lettere.
Le scorro per la prima volta. Sì, quando le scrivo non rileggo, chiudo e spedisco, adesso come allora.
Sotto la carta stagionata sento la mia faccia di prima, prima di cambiare il mondo, e la sento di pasta ancora buona a tutto.
Le dico che deve portare al ragazzo di allora l’abbraccio custodito in grembo.
Che lei è ancora intera e può ritrovarlo uno così. Insomma le dico: non sono io.
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Annusi, chiede. Sì annuso le tue parole. Sei o no intransigente? Meno, meno di questo: se pensi una cosa di me, togline un poco, cala di un grado e io ti rispondo eccomi.
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Avanza la fronte, una lentezza bollente, si appoggia alla mia, un lasco di capelli suoi sulle mie tempie di pelo corto e il suo fiato che sale nelle mie narici e il mio respiro che non riesco a sentire e si sta così vicini da rimanere fermi.
Ora spinge con la mano la mia nuca a schiacciare le nostre facce all'attaccatura delle bocche.
Ora respirano solo i nasi.
Poi spetta alle mani muoversi per darsi pace.
Per imbarazzo di tenersi, non diciamo niente.
Faccio piano per non scaraventare forza addosso a lei, così cresce la sua.
Sta sopra di me, sbatte sul mio petto a colpi cupi. Si tagliano così gli alberi, un colpo a fendere e una torsione per liberare il ferro dall'impatto. Laila suona quei rintocchi sopra il mio petto, io resisto orgoglioso un tempo lungo, quanto quello di un albero che acido il morde ferro che lo stronca. Così crollo e anche lei.
Mi accorgo di una sua carezza che mi asciuga. Dormo per qualche respiro.
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Ho quarant'anni e un sonno duro da prendere a calci per farlo smettere.
Mi chiamano il morto, nessuno dorme dove riesco io.
Nessuno sa da quanta vita non dormo.
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Penso anche a Selim che prega a ogni addio del giorno. Ci sono umiltà che ingrandiscono un uomo.
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Ti voglio, dice, mi spetti e a te spetta di allargare braccia e tenermi.
Ti amo per amore e per disgusto di uomini, ti amo perché sei integro anche se sei avanzo di altra vita, ti amo perché il pezzo che resta vale l'intero e ti amo per esclusione degli altri pezzi spersi.
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sabato 29 dicembre 2012
un debole per quelli che spariscono
[...]
– Certo che me lo ricordo, sono vecchio, sono mica scemo.
– Non volevo dire questo.
Il vecchietto si alzò e si avvicinò al bancone.
– Non è più venuto, disse.
– No. Non lavora più in città. Lo studio l’ha chiuso. Se n’è andato.
– Dove?
Rebecca esitò un attimo.
– Non ne ho la più pallida idea, disse.
Il vecchietto rise di una risata bella, meno vecchia di lui. Sembrava contento che Jasper Gwyn fosse riuscito a far perdere le sue tracce.
– Scusi, disse.
– Di che?
– Ho un debole per quelli che spariscono.
– Non si preoccupi, anch’io, disse Rebecca.
---
Il vecchietto la fissò. Si vedeva che gli andava proprio di capire.
– Jasper Gwyn mi ha insegnato che non siamo personaggi, siamo storie, disse Rebecca. Ci fermiamo all’idea di essere un personaggio impegnato in chissà quale avventura, anche semplicissima, ma quel che dovremmo capire è che noi siamo tutta la storia, non solo quel personaggio. Siamo il bosco dove cammina, il cattivo che lo frega, il casino che c’è attorno, tutta la gente che passa, il colore delle cose, i rumori. Riesce a capire?
– No.
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venerdì 28 dicembre 2012
out wailing to the rain
do not move me.
I have no sympathy
for symphonies.
I guess I hummed the Blues
too early,
and spent too many midnights
out wailing to the rain.”
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domenica 18 novembre 2012
l'affanno della felicità
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giovedì 8 novembre 2012
quanto são insuficientes as palavras
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